17 set 2026
Dal Database Unico Tevere al SIITA: trasformare i dati pubblici in infrastruttura per il governo del territorio
Introduzione: Sciamlab presente al congresso SGI-SIMP 2026
Padova, 17 settembre 2026 — Nella sessione poster del Congresso Congiunto SGI–SIMP «Ter(r)ra: Risorse, Rischi, Rispetto» è stato presentato The Tiber and Aniene Integrated Information System (SIITA): a tool for sustainable rivers management in the Metropolitan Area of Rome Capital, contributo firmato da oltre trenta autori di Città metropolitana di Roma Capitale, Sapienza Università di Roma, Agenda Tevere e SciamLab.
Per noi è l'occasione per raccontare cosa significa, concretamente, il lavoro che facciamo: prendere dati pubblici dispersi tra enti, uffici, formati e generazioni tecnologiche diverse, e restituirli come infrastruttura interrogabile, documentata e riusabile a chi deve governare un territorio.
Il problema: governance condivisa, base informativa frammentata
Il Contratto di Fiume è uno strumento volontario di programmazione strategica e negoziata, riconosciuto dal Codice dell'Ambiente, che mette allo stesso tavolo enti pubblici, portatori di interesse locali e società civile. I sottoscrittori definiscono un Piano d'Azione condiviso e si impegnano ad attuarlo, con ricadute sull'aggiornamento della pianificazione di distretto — in particolare il Piano di Gestione del Rischio Alluvioni e il Piano di Gestione delle Acque.
Il punto critico di questo modello è quasi sempre lo stesso. La governance è collaborativa, la base informativa no. Ogni soggetto porta i propri dati, in formati diversi, con granularità e aggiornamenti disallineati, spesso non pubblicati e non documentati. Senza un terreno comune, la "conoscenza condivisa" resta un'intenzione scritta nel protocollo.
Il contesto: due bacini, un coordinamento unico
Nel 2022 sono stati sottoscritti nel Lazio dieci Contratti di Fiume, tra cui quello del bacino del Tevere (TRC), relativo al tratto a valle della diga di Castel Giubileo fino alla foce, e quello del bacino dell'Aniene (ARC), che copre l'intero bacino dalle sorgenti nei Monti Simbruini alla confluenza con il Tevere.
Città metropolitana di Roma Capitale ha aderito al TRC nel 2022 e all'ARC nel 2024, assumendo in entrambi i casi il ruolo di coordinatore e la gestione amministrativa dell'intero processo. Nel 2025 è stata istituita la Segreteria Tecnico–Scientifica, che affianca l'Ente nelle attività di gestione, pianificazione e monitoraggio con supporto tecnico e coordinamento scientifico.
In questo quadro, Città metropolitana porta avanti una propria Azione trasversale ai due Contratti: la realizzazione di una piattaforma dati comune, il Sistema Informativo Integrato Tevere–Aniene (SIITA).
Cosa abbiamo costruito
L'architettura poggia interamente su software open source, una scelta metodologica prima ancora che tecnologica: nessuna dipendenza da fornitore, nessun lock-in su un formato proprietario, possibilità per l'Ente di portare avanti il sistema con altri interlocutori.
- Un Data Management System basato su un data catalog opensource, che raccoglie e pubblica in formato aperto i dataset conferiti dai sottoscrittori: uso del suolo, concessioni in area di pertinenza fluviale, stato chimico ed ecologico dei corpi idrici, zone di pericolosità idrogeologica e altro ancora.
- Una piattaforma WebGIS basata su TerriaJS, che rende il patrimonio geospaziale consultabile e navigabile, anche da dispositivi mobili.
Il catalogo è in evoluzione continua ed è progettato come bene comune: ogni firmatario può contribuire alla costruzione di una conoscenza collettiva sui sistemi fluviali del Tevere e dell'Aniene.
Analizzare, trasformare, articolare: il lavoro che non si vede
La piattaforma è la parte visibile. Il valore sta in quello che c'è sotto, ed è lì che si concentra il nostro mestiere.
Analizzare. Prima di qualsiasi tecnologia viene la ricognizione: capire quali dati esistono davvero all'interno di un ente, dove sono conservati, chi li produce e con quale cadenza, quali sono affidabili e quali no, quali si sovrappongono e quali coprono lo stesso fenomeno con definizioni incompatibili. È un lavoro di ascolto degli uffici prima che di interrogazione delle banche dati, e determina il successo di tutto il resto.
Trasformare. Significa portare dati eterogenei — shapefile, fogli di calcolo, estrazioni gestionali, tabelle costruite per un uso interno e mai pensate per essere condivise — dentro un modello coerente. Normalizzazione, controlli di qualità, riconciliazione delle entità, metadatazione secondo standard aperti, definizione delle licenze d'uso. È qui che i dati smettono di essere file e diventano informazione affidabile.
Articolare. Un dato pubblicato ma incomprensibile non serve a nessuno. Articolare vuol dire progettare l'accesso: cataloghi navigabili, API per chi sviluppa, visualizzazioni cartografiche per chi decide, documentazione per chi deve capire cosa sta guardando. E soprattutto vuol dire progettare processi di conferimento sostenibili per chi i dati li produce, perché un sistema che richiede sforzo straordinario muore con il progetto che lo ha finanziato.
Su Tevere e Aniene questo lavoro ha un valore ulteriore, perché i dati non servono solo a informare: sono il presupposto perché decine di soggetti diversi possano negoziare scelte di territorio partendo dagli stessi fatti.
Sette anni, tre passaggi
Il sistema non nasce da un intervento isolato, ma da una maturazione progressiva.
2019 — DUT, Database Unico Tevere. L'associazione no-profit Agenda Tevere concepisce il prototipo del sistema informativo.
2023 — SIIT, Sistema Informativo Integrato Tevere. Città metropolitana di Roma Capitale, Sapienza e Agenda Tevere lavorano insieme all'implementazione del SIIT, realizzato da SciamLab.
2025–26 — SIITA. Il sistema si estende al bacino dell'Aniene. L'Azione entra nel Piano d'Azione del Contratto di Fiume 2026–29, con finanziamento di Città metropolitana nell'ambito del Piano Strategico Metropolitano.
Perché la base conoscitiva conta: il percorso sulla balneabilità del Tevere
Il patrimonio informativo costruito sui due bacini si colloca oggi in un quadro più ampio. È in corso un percorso interistituzionale avviato da Roma Capitale sulla balneabilità del Tevere, con l'obiettivo dichiarato di riqualificare l'ecosistema fluviale e valorizzare le sponde, non solo di rendere idonei al bagno alcuni tratti. Il Tavolo interistituzionale riunisce Roma Capitale, Regione Lazio, Governo con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, la Città metropolitana e il mondo accademico e della ricerca. Nell'agosto 2026 l'amministrazione capitolina ha dato mandato ai dipartimenti Ambiente e Lavori pubblici di avviare le attività amministrative conseguenti, sulla base di un piano predisposto dagli uffici insieme ad Acea Ato 2, con riferimento al tratto urbano tra Ponte Milvio e Ponte dell'Industria e orizzonte l'estate 2031.
Al di là dei tempi e degli esiti, che sono oggetto di confronto tecnico e politico, quello che interessa il nostro lavoro è come il percorso è stato impostato sul piano metodologico. Sotto il coordinamento scientifico della professoressa Agostina Chiavola, docente di ingegneria sanitaria ambientale alla Sapienza, sono stati istituiti quattro gruppi di lavoro. Il primo, coordinato da Roma Capitale e Città metropolitana, raccoglie i dati sulle azioni già realizzate e sulle progettazioni avviate o finanziate su Tevere e Aniene. Un secondo, seguito da Istituto Superiore di Sanità e ARPA Lazio, individua e monitora i contaminanti rilevanti per la salute. Gli altri due, coordinati dall'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Centrale e dalla Città metropolitana, lavorano sulle caratteristiche idrologiche del fiume e sul censimento degli scarichi, autorizzati e non, sui due corsi d'acqua.
La struttura dice una cosa chiara: prima di intervenire occorre sapere. Ed è significativo che il nodo tecnico principale riguardi il tratto a valle della confluenza con l'Aniene, cioè esattamente il perimetro che i due Contratti di Fiume coprono insieme.
Un obiettivo ambientale di lungo periodo si regge sulla capacità di misurare, confrontare e rendere pubblici i progressi anno dopo anno. Senza dati aperti, verificabili e mantenuti nel tempo, non esiste modo di dimostrare che si sta andando nella direzione giusta — né di correggere la rotta quando non lo si sta facendo. È la ragione per cui riteniamo che il lavoro sull'infrastruttura informativa non sia un adempimento accessorio, ma il primo cantiere di qualunque politica ambientale seria.
Un ringraziamento a Città metropolitana di Roma Capitale, a Sapienza Università di Roma e ad Agenda Tevere per una collaborazione che continua.
Per approfondire
- Conference sessions (Panel 90): https://becong.it/BECong/sessione_programma.php?sessione2=39
- Catalogo dati: dati-siitevere.cittametropolitanaroma.it
- WebGIS: webgis-siitevere.cittametropolitanaroma.it
- I Contratti di Fiume del territorio metropolitano: geologico.cittametropolitanaroma.it
- Agenda Tevere: agendatevere.org — Contratto di Fiume Aniene: cdfaniene.it